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Ceramica
Nelle case dei ricchi si possono tuttora ammirare alcuni pezzi di celadon coreano del XII e XIII secolo, assieme a porcellane bianche della piu recente dinastia Yi. In questi tutti I musei occidentali sono esposti pezzi pregiati di celadon coreano, che molti intenditori preferiscono ai prodotti recnicamente piu evoluti della dinastia cinese Sung. I modelli e le forme di queste porcellane coreane sono piu sorbi e maggiormente ispirati al mondo della natura. La foggia delle tiere del periodo Koryo o quella dei recipienti usati per raccogliere l'acqua santa nel rituale buddita ricorda un melone, una zucca, o comunque una forma allungata, con il manico attorcigliato attorno aun ramo di vite e con il beccuccio a foggia di canna di bambu. Le porcellane usate dalla nobilita coreana avevano la forma di anatre, tartarughe, oche, e talvolta perfino cani e leoni. Esistono tuttora una caraffa per il vino che rappresenta una cameriera nell'atto di servire, e un bruciatore d'incenso sistemato su un treppiede a forma di coniglio.
Nelle ceramiche coreane possiamo ammirare splendide forme allungate che non trovano eguali in tutta la storia della ceramica mondiale, linee morbide che si innalzano con slanci contenuti. Gli anonimi artisti decoravano le loro crazioni con pallide vernici grigioverdi che talvolta si trasformavano in un bel verde-azzurro, considerato "un colore segreto". Si possono distinguere piu di sessanta tonalita di colore, ma quelle piu ammirate sono "il cielo azzuro dopo la pioggia' e "l'acqua del mare lavata dalla pioggia e dal vento."
Attorno al 1150 I ceramisti coreani introdussero la tecnica a intarsio nella loro produzione. Sviluppando il procedimento della madreperla lacciata, l'artigiano, con un coltello di bambu, ritagliava alcune figure nella pelle, conficcandole poi per un terzo spesso strato di argilla bianca diluita. Quando si toglieva la parte in eccessoe il pezzo veniva ricoperto di smalto laccato, e quindi riscaldato in un forno, apparivano dei disegni bianchi, cremosi, nei punti dove l'argilla era stata premuta nelle cavita. Questo procedimento si chiama in coreano sanggam.
Con la soppressione del Buddismo, nel 1392, nacque un nuovo tipo di ceramica. La dinastia Yi rinuncio alla produzione di lusso in favore di un'arte piu semplice e spontanea. Con una gelatina ricavata in parte dalla cenere di aghi di pino rimasta nel fondo si otteneva il punchong, uno starto di venire grigiastra che veniva decorato con disegni stampati di crisantemi, intagli e altre forme astratte.
Contemporaneamente si sviluppo l'uso delle porcellane bianche da parte delle classi sociali piu elevate. Sui grandi vasi gli artigiani disegnavano semplici figure con rame e ferro, o con la malachite, che conteneva ossido di rame, e con cobalto. Oggi nelle case tradizionali delle classi piu elevate vengono messe in mostra non solo le porcellane bianche del periodo Kortyo e della dinastia Yi, ma anche quelle grigie dell'antica dinastia Silla del V e VI secolo e perfino I primi pezzi Kaya. Per molti secoli I coreani preferirono I propri oggetti alle ceramiche smaltate della Cina, e fin dai tempi antichi le porcellane coreane furono considerate da un punto di vista funzionale piuttosto che artistico. Tuttavia, proprio questa esterna semplicita ha incrementato il loro fascino presso gli stranieri, molti dei quali le ritengono di gran lunga migliori di quelle dei paesi vicini.

La tomba del cavallo volante
Dopo gli scavi della tomba n. 155 eseguiti nel 1973, gli archeologi e I sovrintendenti ai musei esaminarono piu di diecimila pezzi antichi, molti dei quali furono successivamente destinati al Museo Nazionale di Kyongju. In seguito, la tomba fu ricostruita nella forma originale, con un'unica eccezione: meta del tumulo e sostenuto da una struttura in acciaio in modo che I turisti possano visitarla; e stata eretta inoltre una parete di vetro per entrare direttamente nella tomba e vedere l'esatta posizione in cui erano sepolte la corona, la spada, la cintura, le ceramiche e molti altri oggetti appartenenti al defunto sovrano.
Inoltre si credeva che il cavallo appartenenete a un re sciamano fosse in grado di valore nell'aria come il potente sacerdote. Forse questo destriero volante, grazie ai suoi poteri soprannaturali, doveva condurre il suo regale padrone fra gli "spiriti" dell'aldila! Quando il cavallo venne ucciso, I coprisella laminati in corteccia di betulla e cuciti con ritagli di pelle di cervo, furono sepolti nella tomba assieme ad altre bardature e tesori. In tutto ne sono stati ritrovati sei, altrettanto meravigliosi quanto le corone d'oro! I bordi esterni del coprisella comprendono fasce decorate con disegni floreali rossi, blu, verdi e bianchi. Al centro di uno di essi si trova una pittura di 1500 anni fa, realizzata con colori minerali; raffigura un cavallo volante, un "cavallo divino" per cosi dire.

I dipinti di Koryo dalla trasparenza indicibile
Nascosti all'interno dei templi, questi rari dipinti su seta venivano generalmente chiamati "pitture cinesi". Essi riflettono infatti nello stile le opere del periodo Sung Settentrionale, quando l'influenza del Buddismo era piu marcata. Gli artisti coreani, comunque, abbellirono ulteriormente le finiture dorate e la brillantezza delle stoffe. L'abilita dei coreani nel dipingere su tessuto e straordinaria, mai eguagliata da nessuno nella storia dell'arte mondiale.
Questa capacita rivelata nelle iconekoryo scomparve quando il governo Yi soppresse il Buddismo nel 1392 e incoraggio invece uno "stile"ispirato al Confucianesimo. Tale "stile" riconosceva solo "le tre eccellenze"; la poesia, la calligrafia e la pittura a inchiostro, come creazioni dell'artista puro. Esendo stato educato alla "nobilta" tramite la lettura costane di Confucio, egli poteva usare anche le mani, allenate nella calligrafia, e raffigurare dei bei paesaggi. Questi pero non dovevano essere veri e propri sfondi naturali ma piuttosto "scenari della sua nobile mente"e risultavano quindi dei disegni astratti, completamente al di fuori dalla realta e dalle concezioni della gente comune.
Durante la dinastia Yi(1392-1910) esisteva un'Agenzia del Dipinto ufficiale, patrocinata dalla corte, tramite la quale venivano ingaggiati pittori professionisti per eseguire I ritratti di corte. Nel XVIII secolo gli artisti coreani cominciarono tuttavia a dipingere scene tratte dalla vita della gente comune. Oggi, questo "stile quotidiano" e molto piu apprezzato di quello ufficiale.
Un approccio completamente diverso all'arte si riscontra infatti nei dipinti popolari della dinastia Yi: estremamente ingenui e modesti, riflettevano la vita quotidiana, le tradizioni e le credenze delle classi piu semplici. Attualmente sono relegati in musei speciali come il Museo Emile, a Songnisan, perche I musei nazionali appartengono alla burocrazia confuciana. Tuttavia, I collezionisti, sia locali che occidentali , li haano "riscoperti" e il loro valore, nonostante la scarsa tecnica, aumenta di giorno in giorno.


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